Gli spaghetti: l’emblema della tradizione gastronomica italiana - Peperoni e Patate

Gli spaghetti: l’emblema della tradizione gastronomica italiana

Non solo ricette
Spaghetti

Costituiscono un piatto tipico della nostra cucina,  E che simboleggia, al tempo stesso, l’aggregazione e la condivisione dei momenti piacevoli trascorsi con familiari ed amici. 

Ma nonostante una notorietà oramai consolidata, gli spaghetti vedono un’origine ancora piuttosto dibattuta, “divisa” tra l’Oriente e l’Occidente.  

In realtà questo tipo di pasta dalla forma lunga e sottile, prodotto con semola di grano duro ed acqua, nasce nel VI secolo A.C. nell’Asia Occidentale, come scarto della lavorazione della pasta essiccata destinata al sultano.

È solo nel XII-XIII secolo che si registrano le prime testimonianze italiane di tale processo di preparazione della pasta, quando differenti formati, quali maccheroni e gnocchi, cominciano a diffondersi nella penisola.

Ed è solo nel 1819 che la parola “spaghetti” fa la sua prima comparsa nel Dizionario della lingua italiana, divenendo l’alimento basilare della cucina napoletana. Per poi “consacrarsi” definitivamente al momento della diffusione del pomodoro quale condimento della pasta.

Un condimento al quale, con il passare del tempo, se ne sono aggiunti tanti altri, ampliando così la “tavolozza” di sapori e odori per il palato e l’olfatto.

 

Le diverse versioni

Sebbene la “radice” e l’ispirazione giungano da una tradizione culinaria differente dalla nostra, è comunque all’Italia che deve riconoscersi il merito di aver dato “piena vita” agli spaghetti, un piatto oramai entrato a pieno titolo nelle case di ognuno di noi.

Tante le varianti in cui essi possono essere “declinati”, a seconda dello specifico formato, sottile, spesso, o arrotondato: oltre agli spaghetti “classici”, simbolo di italianità in tutto il mondo, sono infatti da segnalare altri prodotti, quali gli spaghettini o gli spaghettoni, o, ancora, gli spaghetti alla chitarra.

E tanti sono altresì gli ingredienti alternativi a quelli tradizionali, che vedono portati in tavola spaghetti integrali, ottenuti dall’impasto di semola integrale di grano duro ed acqua, o gluten-free, realizzati con mais, quinoa e riso integrale, e indicati in presenza di intolleranze alimentari.

Ma quante calorie ha un piatto di spaghetti? Presto detto: un piatto di spaghetti classici contiene tra le 220 e le 230 kcal, mentre uno di spaghetti integrali ne prevede 348, “distinguendosi” dunque per un maggiore apporto calorico.

 

Le tante ricette da realizzare

A chi non piacciono gli spaghetti? Possono essere cucinati in così tanti modi diversi che è praticamente impossibile non trovare il “piatto preferito”, quello che fa venire l’acquolina in bocca al solo sentirne parlare.

Che dire degli spaghetti aglio olio e peperoncino? Intramontabile must che prevede anche la versione “soft” dei semplici ma sempre buoni spaghetti aglio e olio, nel caso in cui non si apprezzino i sapori forti.

Per non parlare poi degli spaghetti alla puttanesca, dal sapore unico dato dal condimento che li caratterizza, fatto di pomodori pelati, olive di Gaeta, capperi e filetti di alici. 

E se si ama la cucina di mare, si potrà optare per un ottimo piatto di spaghetti alle vongole, un piatto alla portata di tutti che richiede tuttavia vongole freschissime, e pulite per bene, onde evitare residui di sabbia. 

Ma questo formato di pasta è ideale anche per servirsi in maniera appetitosa del sugo o della pasta avanzati: cotti direttamente in padella, così da formare una gustosa crosticina esterna, gli spaghetti all’assassina, tipici della cucina barese, rappresenteranno una cena diversa dal solito.

Insomma… con i molteplici ingredienti e condimenti utilizzabili, gli spaghetti mettono d’accordo proprio tutti, ed è per questo motivo che “rinunciarvi” è un’ipotesi assolutamente non contemplabile. Oltre che un vero e proprio “delitto”.

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