Coniglio alla ligure

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Il coniglio alla ligure è una delle poche ricette che mi fa diventare golosa di carne di coniglio. Cosa rara considerando che di solito lo disdegno, ma questa ricetta è sfiziosissima, ti fa andare alla ricerca delle olive e dei pinoli nel piatto e ti fa  desiderare la scarpetta. 
Sarà però che dietro questo piatto c’è anche un bel ricordo. 
La prima volta che ho mangiato il coniglio alla ligure è stato in un delizioso ristorante tra le montagne della Liguria. Il mio ragazzo ed io eravamo andati a vedere Triora, il paese delle streghe e durante la visita avevamo fatto scorta di una deliziosa marmellata di fragoline di bosco, avevamo trascorso un’ora a sorseggiare una bibita fresca nella piazzetta del centro con vista panoramica, e ci eravamo anche concessi una merenda a base di panino con la coppa mangiato tra gli alberi del bosco all’ingresso del paese. 
Streghe? Mi sa che in quel posto forse c’erano più fate che non streghe! 
Al ritorno, tra un tornante e un altro, incontriamo un delizioso laghetto tra le rocce e gli alberi, una casetta di sassi al ciglio della strada e qualche tedesco a fare il bagno (potete immaginare la temperatura dell’acqua?). 
Poco più avanti una lumaca gigante indica un ristorante e, dato che di lì a poco ci sarebbe stata la sagra delle lumache, noi speravamo proprio di mangiarle per cena! 
Ma niente da fare, troppo presto per le lumache! 
“E allora che facciamo? Ci fermiamo? Massì dai, fermiamoci!”  
La signora dà il preavviso che però c’è poca roba, che ci vuole un po’ di tempo di attesa e che non è troppo economico…. la premessa non sembra un granché, ma il posto dentro è così carino!  Un vecchio frantoio, con ancora la macina e i ricordi di quello che era un tempo e, solo noi in tutto il locale! 
La signora aggiunge anche che hanno appena riaperto e quindi non sono ancora organizzati, c’è solo il figlio in cucina…. E lì i dubbi aumentano, ma ormai eravamo già seduti al tavolo, alzarsi era ormai fuori discussione.
Dopo neanche 5 minuti (non c’era da attendere???) la signora inizia a portare in tavola gli antipasti, menù fisso. 
Inizia con un fagottino di verdure… delizioso… e un’altra valanga di miniportate! (Ma non c’era poca roba?)
Poi si passa ai primi, potevamo scegliere tra 2 e decidiamo di prenderne uno solo: arriva in tavola una teglia  con una montagna di tagliolini alla crema di basilico sufficiente a sfamare solo lei almeno 3 persone. Ma sono deliziosi, non si possono lasciar lì! 
Si continua con i secondi e i contorni: ed eccolo il coniglio alla ligure! Il contorno? Sparito dai miei ricordi.
Anche lui è stato servito in una teglia in dosi da famiglia, ma il mio ragazzo con impegno è riuscito a far sparire il tutto e, mentre io mi tuffavo sui pinoli, lui si occupava delle taggiasche… che sintonia perfetta! 
Bottiglia di vino a seguito abbiamo mangiato tutto, con calma, fino a finire anche l’ultimo boccone. 
Dolce compreso ovviamente! 
E ora toccava al conto…. visto la premessa, chissà che botta ci tocca adesso con tutto quello che abbiam mangiato! 
Così con timore chiediamo il conto: ma….cosa????? 25€ bevande incluse?? 
Non possiamo far altro che scoppiare in una sana risata e pensare che la nostra Milano doveva essere una realtà molto lontana da quella che stavamo vivendo…

Ingredienti:
1 coniglio
2 cucchiai di pinoli
2 cucchiai di olive taggiasche
1 cucchiaio di maggiorana
1 rametto di rosmarino tritato
1 foglia di alloro
1 bicchiere di vino rosso
2-3 mestoli di brodo (consigliato di carne, io ho usato il vegetale)
1 spicchio d’aglio
1 cipolla
Sale
Olio evo

Procedimento: 
Tagliare il coniglio a pezzi e lavarlo. 
Tritare aglio e cipolla e farle soffriggere in qualche cucchiaio di olio evo. Aggiungere il coniglio e farlo rosolare. 
Quando è dorato aggiungere, la foglia di alloro, il rosmarino tritato e la maggiorana. Di seguito, le olive taggiasche e i pinoli e poi sfumare con il vino rosso. 
Salare, aggiungere un mestolo di brodo, coprire e far cuocere a fuoco basso finché la carne non diventi tenera e tenda a staccarsi dalle ossa. Durante la cottura aggiungere altro brodo se necessario. 
Servire con tanto tanto sughino e tanto pane per fare la scarpetta 🙂
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