Ode alla mia terra

Ogni volta ritorno e ogni volta infiniti sono i sentimenti contrastanti. Infinite spine per altrettanto infinito calore: proprio come i fichi d’India che invadono le sue (e mie) coste e le sue campagne, così è la Calabria.
Bella, calda, rossa di passione e dorata per i campi di grano arsi dal sole. Succulenta e ammaliante come tutto ciò che dà la sua terra e come le persone che ci vivono, capaci di dare tanto, ma anche di ferire con lame appuntite.  
Proprio come i fichi d’India la mia terra è piena di pungenti spine di indifferenza e menefreghismo. Ogni spina, una nuova piaga e una lacrima di sangue, dolce e rossa come il succo dei suoi fichi d’India, che le leva l’anima ancora e ancora.
Ecco perché questo piatto è un po’ come la mia terra e l’ho fatto pensando a lei, sperando che prima o poi le spine diventino morbide piume. 


Trenette ai fichi d’India e sapore di casa

Ingredienti x 2 persone: 
Trenette 160gr 
3 fichi d’India con le sue bucce
1 filo d’olio evo
1 cucchiaino di polvere di peperoncino piccante
4 cucchiai di pecorino crotonese grattugiato
1-2 cucchiai di farina
Olio per friggere
Procedimento:
Pelare 2 dei 3 fichi e tenere da parte. Il terzo lavarlo e grattarlo con una spugnetta per far andar via le spine. Eventualmente se ne rimangono ancora dopo averlo grattato, aiutatevi con la punta di un coltello per eliminare i residui. 
Quando è ben pulito pelare anche questo formando delle striscioline di buccia che terrete da parte. 
Servendosi di un passaverdure manuale, passate i fichi fino ad ottenere una crema. Il passaverdure è utile perché consente di separare facilmente i semi della polpa. 
Unire alla polpa  ottenuta il pecorino grattugiato, il peperoncino, il sale e un filo d’olio evo. 
Cuocere la pasta e nel frattempo passare le bucce tenute da parte nella farina e friggerle in olio caldo. 
Quando la pasta è pronta condire con la crema di fichi e completare il piatto con le bucce fritte. Volendo, aggiungere ancora una spruzzata di pecorino grattugiato e peperoncino. 

Ricetta pubblicata anche sul sito della Voiello, qui
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