Se fossi…. se fossi….

….se fossi un piatto…. Sì, sarei una pizza!
Non potrei essere altro che una pizza…. al massimo potrei generalizzare con lievitati, carboidrati… però la pizza, sicuramente è il mio piatto. Chissà in quanti l’hanno pensata, sarò banale, ma non riesco a pensare ad altro che a lei!
Sapete quanto ci ho ragionato per tirare fuori la ricetta giusta per il contest di Juls???

Oltre al fatto che la pizza è una delle cose che tutti apprezziamo tantissimo e di cui è difficile stancarsi, la pizza per me è qualcosa che sa di tradizione e io, amo la tradizione.

Sono una sperimentatrice, vado sempre alla ricerca di cose nuove, non mangio mai per 2 giorni le stesse cose e molto spesso alcuni piatti passano solo una volta dalla mia cucina. Però, quando ho voglia di una coccola, quando voglio andare sul sicuro, quando mi manca casa, non posso che avere qualcosa di familiare sulla mia tavola. Il ragù della mamma, i peperoni e patate, le polpette al sugo della nonna, un piattone di covatelli…. o una bella pizza.
Sono una sperimentatrice, ma sono soprattutto tradizione, legami con la mia terra, modi di affrontare la vita con i valori del passato, spesso. Amo la tradizione, è magica, è poetica.
Ma questa non è l’unica motivazione per essere pizza: se fosse solo questo forse avrei scelto il ragù della mamma.
C’è anche che la pizza è un piatto semplice, fatto di ingredienti poveri e che con poco dona un bel sorriso.  Non per fare la modesta (e beh!),  ma una cosa che mi piace del mio carattere è proprio che le cose semplici mi rendono felice. Divento una bambina davanti alle margherite spontanee nell’aiuola del condominio, allo sguardo buffo di un bimbo o davanti ad un micropeluche che in meno di 10 secondi avrà un nome e una storia da raccontare….
Il fatto di avere scelto la pasta madre nella composizione dell’impasto è collegato a tutto questo: la pasta madre è legata alle tradizioni , è semplice e naturale, ma che riesce a stupire….e io non posso che rimanere incantata anche al suo cospetto!
Inoltre, pensando a me stessa, aggiungo che lei, la pasta madre (mica io 😛 ), a volte è anche un po’ acidella!!!

Passiamo ora  al condimento.
1. Pomodoro, assolutamente pomodoro! 
Questo per un motivo fondamentale: vive di sole.
Non vuole essere una romanticheria, è solo che io vivrei di raggi di sole, vivrei di calore e mi sostituirei volentieri ad una lucertolina che trascorre le ore baciata dal caldo sole.
Il fatto di vivere di luce e calore, rende il pomodoro unico nel suo genere, saporito, profumato, adatto ad infinite preparazioni ed espressione del nostro sud… motivo per cui mi attacco ancora di più a lui, il Signor Pomodoro.

Arrivano poi la ‘nduja e la provola….Non c’è bisogno di spiegarlo, vero? La mia “calabresità” è ormai chiara a tutti… sono una inguaribile calabrese! Ancora di più da quando vivo a Milano. Dovrebbero assumermi come PR per la regione Calabria:  “esportiamo la Calabria e i suoi beni” sarebbe la mia mission! 
A parte questo… la ‘nduja è piccante. Senza questa caratteristica, la ‘nduja non è più ‘nduja. 
La scelta di un piatto piccante è legato ad un altro lato di quel che sono…. Io sono testarda (e permalosa), profondamente testarda, da tener testa ai più cattivi dei peperoncini, uno di quelli per cui non basta l’acqua a far spegnere il fuoco! 🙂  Quando sono convinta di una cosa, sono più resistente del piccante sulla lingua che non c’è verso di mandare via! 
La pizza di pasta madre l’avevo già realizzata e pubblicata qui, ma merita di essere rivista…. troppo buona e troppo comoda per non provare! E poi, avendo la base, quanti infiniti tipi di pizza potete creare??
Ecco allora di seguito un’altra variante.

Purtroppo questa versione mi è venuta un po’ più anemica come colorito finale, ma come potete vedere qui, il risultato solitamente è bello dorato!

Ingredienti per 2 pizze:

200gr di pasta madre
100gr di farina
Acqua qb (non ho misurato, ma l’importante è ottenere una palla soda)
1 cucchiaino di sale

Condimento:
Passata di pomodoro
Provola
1 cucchiaio di ‘nduja

Procedimento:

Impastare la pasta madre con la farina e l’acqua, infine aggiungere il sale. Formare una palla e lasciar lievitare per 4 ore.
Trascorso questo tempo scaldare il forno al massimo con pietra refrattaria posta in alto, ad una decina di centimetri dal grill. Una volta ben caldo accendere il grill e iniziare a formare le pizze.
Dividere in 2 l’impasto e stendere le pasta come una normale pizza, premendo con le dita e spingendo la pasta verso l’esterno, in modo da formare man mano un cerchio sottile e con i bordi leggermente più consistenti (insomma… una pizza!).
Condire a piacere e infornare quando il grill è acceso. La pizza si cuocerà in 4-5 minuti. Servire subito.
Con questa ricetta partecipo al contest di Juls, realizzato in collaborazione con Macchine Alimentari 
E con questo probabilmente inizio e chiudo la settimana. Da oggi sarò in trasferta per lavoro e non avrò tempo per connettermi, sigh! Ultima settimana di caos per fortuna! Dalla prossima si riprendono i ritmi tranquilli! Aspettatemi!! 🙂
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