Oltregusto 2026 - Peperoni e Patate

Oltregusto 2026

Eventi - Oltrepò Pavese
Oltregusto 2026

Casa, terra, genuinità, agricoltura, tradizioni, rinascita, riscatto, primavera, emergere.

Sono queste le parole che più spesso sono emerse dalle interviste ai protagonisti di OltreGusto: chef, ristoratori, produttori.

Parole che raccontano bene lo spirito di un evento che ha portato sul palcoscenico la voglia di riscatto dell’Oltrepò Pavese, facendolo con ambizione e in grande stile. Un evento che ha scelto di mettere al centro esclusivamente realtà virtuose, capaci di esprimere valore e di puntare all’eccellenza.

18 ristoranti, 18 chef e pasticceri di fama internazionale, 32 cantine insieme al Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, numerosi sponsor di livello e numeri da record.

400 ospiti nella prima serata, 500 nella seconda, affiancati da circa 200 persone di staff: una macchina organizzativa che ha portato a circa 700 persone presenti ogni sera.

Io ho avuto l’occasione di vivere OltreGusto da un punto di vista particolare: quello dei suoi protagonisti, che ho incontrato e intervistato uno a uno.

Ne è nato un racconto corale, fatto di voci diverse, ma sorprendentemente concordi su un punto.

Da una parte, il grande amore per questo territorio: per la sua terra, i suoi prodotti, le sue tradizioni, la sua identità.

Dall’altra, una forte volontà di portare l’Oltrepò in alto, farne conoscere il valore e mostrarne la bellezza, la ricchezza e le tante realtà che ogni giorno lavorano per costruirne il futuro.

Ed è forse proprio questo il messaggio più forte che ho raccolto durante queste interviste: l’Oltrepò non è soltanto un territorio con una grande storia alle spalle.

È un territorio che vuole emergere, raccontarsi e tornare a credere nel proprio futuro.

Ma OltreGusto è stato anche l’incontro con chef arrivati da diverse parti d’Italia e dall’estero, alcuni dei quali hanno raggiunto l’Oltrepò appositamente per l’evento.

E cosa ha significato OltreGusto per loro?

Anche qui le risposte hanno restituito un’immagine precisa e forse inaspettata: amicizia, collaborazione, coesione.

Un contesto in cui gli chef, pur arrivando da esperienze e territori diversi, si sono meravigliati nel trovare un’atmosfera così aperta, fatta di confronto e collaborazione, senza competizione né invidia.

E poi, da parte loro, c’è stata anche sorpresa.

Per molti di loro, OltreGusto è stato molto più grande di quanto si aspettassero: un evento strutturato, con una partecipazione importante e, soprattutto, ospitato in una location capace di lasciare il segno.

L’Istituto Agrario Gallini di Voghera è stato infatti molto più di una semplice cornice.

La sua scelta ha dato all’evento un significato particolare: è un luogo profondamente legato all’identità agricola dell’Oltrepò, un’istituzione che da decenni forma le persone che saranno protagoniste del futuro agricolo e imprenditoriale del territorio.

E poi ci sono la struttura, gli spazi, la posizione e quella dimensione quasi sospesa tra passato e futuro che lo hanno reso il luogo ideale per accogliere OltreGusto.

Un evento che, proprio come il territorio che lo ha ospitato, ha scelto di guardare avanti senza dimenticare da dove viene.

 

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