Loacker: tra dolcezza e fantasia

Viaggi
Monti, cime che svettano alte
come a voler toccare l’infinito. Prati verdi che si combinano a fitti boschi
intervallati da una rete di fiumi e ruscelli che scorrono rapidi tra le rocce.

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Eppure, tra quelle cime
altissime, la sensazione di apertura e di trovarsi in spazi immensi e pieni di
sole pervade tutto. Le Dolomiti sono per me una scoperta e, ancora di più è notare
come l’industria possa convivere in perfetta armonia con tanta imponente
natura.
Non a caso nel logo della Loacker
compaiono questi monti.
Tutto iniziò nel 1976 nella pasticceria del Signor Loacker.

Loacker

Me lo immagino mentre cuoceva i suoi wafer nella piastra autoprodotta e guardava i suoi monti.
La piccola pasticceria a conduzione familiare negli anni si è tramutata in una grande industria e ora le Dolomiti sono visibili dallo stabilimento di
Bolzano, quelle cime sono la casa di questo prodotto e contestualizzano molto bene quello che è.

Ma voi sapevate che la Loacker è
italiana!?
Non avevo mai riflettuto circa le
sue origini, ma scoprire che è Bolzano il luogo in cui è tutto ha avuto inizio mi ha lasciato piacevolmente sorpresa. Orgoglio italiano, no?!
Pensavo arrivasse dall’Oltralpe, dalla vicina Austria o
magari dalla Germania e invece è tutto chiaro alla parola “Competenza”.
Si tratta di Alto Adige. L’amore per i dettagli, per le cose fatte bene e per l’acquisizione delle giuste competenze sono cose che avevo già conosciuto qui.

Fatta questa anticipazione, devo dirvi che in realtà il nostro blog-trip si è tenuto in Austria. Trovate ironica la mia premessa?! 🙂
Heinfels, a pochi chilometri dal confine italiano, è stata la cittadina prescelta per ospitare un nuovissimo stabilimento Loacker. Condizioni climatiche, acqua e spazi hanno fatto sì che questa fosse la sede perfetta. E poi volete mettere lavorare guardando prati immensi e le cime delle montagne?!

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Vista dalla sede Loacker

Dopo un arrivo dedicato al cibo e un po’ di avventura imprevista con una passeggiata nottura nella freschissima – leggere come: io stavo congelando – Heinfels, la mattina è iniziata all’insegna dei wafer.
Lo stabilimento Loacker, circondato dalla natura, dispone di una deliziosa Moccaria, un bar pasticceria in cui gustare un buon caffè prima di acquistare qualche wafer da portare a casa.
Non immaginatevi la scelta presente sugli scaffali dei nostri supermercati!
Quadrotti al limone, tiramisù, frutti di bosco, cappuccino e ancora una infinità di varianti sono tutte lì, esposte e disponibili all’assalto.

Lo stabilimento è praticamente un salotto: niente fuori posto, tutto estremamente pulito e pensato in ogni dettaglio. Ma ciò che colpisce ancora di più è il processo di lavorazione: niente semilavorati, ma tutto inizia con la materia prima.
Per la crema viene frullato ogni singolo ingrediente e, appena pronta, viene immediatamente unita al guscio di wafer, sfornato anch’esso appena prima dagli enormi forni, per garantire la freschezza del prodotto.
Una volta confezionati, i wafer impiegano al massimo 2 mesi per arrivare nella grande distribuzione.

Estrema attenzione anche per la materia prima: sapete perché i Quadrotti alla nocciola si chiamano Napolitaner? Il motivo è l’origine della nocciola: Napoletana appunto.
Parlare di materia prima, di scelte attente, guardando il processo di produzione che si svolge in enormi stanze con macchinari che fanno praticamente tutto da soli, ha un non so che di rassicurante.

Infine – so che ve lo state chiedendo – gli gnomi esistono. Ne ho le prove!

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Commenti

2 Commenti su "Loacker: tra dolcezza e fantasia"

Il 25 Luglio 2013 alle 09:09
Ale ha scritto:
ma sei stata a Bolzano e non dici niente? io abito proprio qui, nella città dei wafer!!!! :)
Il 26 Luglio 2013 alle 15:24
elenuccia ha scritto:
Invidia!!! :DDD

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