Trento DOC: le bollicine italiane frutto della montagna

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TrentoDOC

Le bollicine di Trento DOC sono il frutto della montagna in cui nascono e possono regalare esperienze uniche: di gusto e non solo. Le mie scoperte e i consigli per un itinerario… frizzante!

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Un tour che non ti aspetti. Il Trentino Alto Adige è quella regione in grado di stupirti ogni volta regalandoti sempre emozioni che superano ogni aspettativa,  in grado di farti tornare a casa con il magone per la mancanza di quelle montagne di cui è troppo facile innamorarsi.

 

 

A giugno sono stata in Trentino con TrentoDOC alla scoperta di queste bollicine di montagna uniche, un Metodo Classico tutto italiano ottenute principalmente da uve Chardonnay. Pensavo di trovarmi tra degustazioni e tour in cantina, invece ho assaporato una emozione dopo l’altra, tra la sapidità e freschezza del Trento DOC e le esperienze uniche intrecciate con la bellezza del territorio.

 

Tour ed esperienze uniche con le Cantine di Trento DOC

 

Cantine Ferrari

Il tour è partito con la più famosa delle cantine del Trento DOC, le Cantine Ferrari.

 

Cantine Ferrari

 

Guidati da Camilla Lunelli abbiamo percorso la storia e attraversato le cantine dell’azienda per conoscere tutti i dettagli sulla produzione secondo il metodo classico. La cosa incredibile è che stato proprio Giulio Ferrari, fondatore delle Cantine Ferrari nel 1902, a credere nel Trento DOC e a intuire che questo territorio poteva ambire a produrre grandi vini caratterizzati dalla stessa finezza dello Champagne. E’ così che le uve Chardonnay arrivano in Italia.

Per un aperitivo circondati dalla bellezza ci siamo spostati a Villa Margon, una residenza estiva del ‘500 dove Matteo Lunelli ci ha accolto con un calice di Perlé e ci ha raccontato la storia di questa villa incastonata ai piedi delle montagne.

 

TrentoDOC - Locanda Margon

 

La serata è proseguita poi alla Locanda Margon, in Veranda, dove lo chef Alfio Ghezzi ci ha conquistato già dal primo piatto: “pasta e tonno”, che a dirla così non vi sembrerà chissà che, ma ad assaporarlo…!!

In ogni caso tutta questa esperienza (Cantina + Villa Margon + cena alla Veranda della Locanda Margon) è fruibile da tutti e potete prenotare anche voi questo Percorso del Bello e del Buono sul sito delle Cantine Ferrari.

 

Dopo una degustazione di ben 53 etichette in cui avevamo riunite in una sola stanza TUTTE le cantine di Trento DOC la giornata è proseguita sempre all’insegna del vino.

 

Cantine Moser

Prima tappa: Cantine Moser.

Un tour per le vigne ci consente di ammirare la Val d’Adige sotto di noi, ma anche puntare il dito verso la Val di Cembra, fin dove le Cantine Moser arrivano con i propri vigneti e già solo all’idea di questa valle, posta a un’altitudine maggiore, pregustiamo la freschezza di questo vino. Sì, perché è proprio così: ogni valle regala qualcosa alle uve e quindi al vino che viene prodotto in quel territorio.

 

Moser TrentoDOC

 

Se il cognome vi dice qualcosa ci avete visto bene: si tratta proprio della famiglia di Francesco Moser, campione del ciclismo, e, visitando la cantina potrete ammirare il museo a lui dedicato assaporando un calice di Moser 51,151 e in pratica berrete un successo.

Cosa sono queste cifre? E’ il recond mondiale 51,151 è il record mondiale che Francesco Moser ha raggiunto a a Città del Messico nel 1984.

 

Cantine Revì

Se vini e cantine vi fanno pensare a splendidi aperitivi in vigna con Revì ho provato proprio ciò che state immaginando, ma con una esperienza in più: è proprio qui che ho provato per la prima volta a fare una “Sboccatura à la volée“, ovvero aprire la bottiglia in modo da far uscire i residui dei lieviti rimasti dopo il lungo periodo di affinamento.

 

TrentoDOC2 - Sboccatura à la volée

 

Revì si dedica solo ed esclusivamente al Trento DOC, una missione dedicata a uno dei più grandi Spumanti degli italiani.

 

Cantina Romanese

Quello che decisamente non mi aspettavo era pescare un Trento DOC dal fondo di un lago, eppure in questi 3 giorni è successo anche questo!

 

Lagorai

Siamo in Valsugana e sul fondo del Lago di Levico la Cantina Romanese ha posto ad affinare 1000 bottiglie di Trento DOC Dosaggio Zero.

20 metri di profondità, 6-8°C di temperatura costante e 2 anni di riposo per arrivare a ottenere un perlage cremoso che caratterizza il Lagorai Dosaggio Zero.

Visto che questo Trento DOC è perfetto a tutto pasto, ma anche per l’aperitivo i fratelli Romanese hanno pensato bene di regalarci una pausa in barca e, dopo aver navigato fino alle bottiglie, due sub si sono immersi per portarci le nostre agognate bottiglie. Mai  aperitivo fu più bello. <3

 

Cesarini Sforza

Se pensavamo di non riuscire a bere alle 10 del mattino, Cesarini Sforza, cantina certificata biologica, ci ha dimostrato che quando nel bicchiere hai l’eccellenza la voglia di un calice di vino viene SEMPRE.

 

Cesarini Sforza Trento DOC

 

Siamo in Val di Cembra, circondati da un vitigno di Chardonnay biodinamico, quando Cesarini Sforza ci stupisce con una sboccatura à la volée di una bottiglia di Trento DOC della vendemmia del 2001.

Una vendemmia che non si dimentica quella di quel triste 11 settembre 2001, ma che oggi si trasforma in ricordi di condivisione tra i filari e, dopo l’assaggio, non possiamo che ringraziare chi ha raccolto a mano quelle uve perché nel bicchiere c’è pura poesia.

Stupenda anche la Riserva Aquila Reale.

 

E’ possibile prenotare degustazioni guidate ed esperienze uniche presso tutte le Cantine. Sul sito dell’Istituto del TrentoDOC

 

Val di Fassa: tra terme, Chef per aria e la vista delle Dolomiti

Dalle cantine alle terme il passo è breve e, arrivando in Val di Fassa, Trento DOC ci ha regalato un paio d’ore di relax alle terme nello splendido contesto delle QC Terme Dolomiti. La struttura è ai piedi del bosco e tra le terme e la vista sulle Dolomiti il corpo e la mente ringraziano. Ah, non dimentichiamo le cose importanti: trascorrendo una giornata alla terme, nel weekend avrete anche l’aperitivo. Con Trento DOC ovviamente.

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Se vi dico Puzzone di Moena avete già l’acquolina?

La Val di Fassa è conosciuta anche per i suoi formaggi e, dopo il relax alle terme la giornata è proseguita tra le cantine di stagionatura del Caseificio Sociale Val di Fassa, dove, oltre al famoso Puzzone, si produce  un più delicato Cuor di Fassa e anche il famoso Trentingrana.

 

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Al Caseificio c’è il negozio annesso e, se passate di lì e adorate i formaggi quanto me, sperate di avere pochi soldi in tasca e la carta di credito fuori uso: potreste dilapidare un capitale in formaggi e non solo.

 

 

Chef per Aria

Rimane una tappa prima di salutare il Trentino e sarà un altro colpo al cuore, ma anche questo lo abbiamo scoperto attimo dopo attimo.

Con Chef per aria anno è possibile cenare nella cabina della funivia che da Alba di Canazei porta a Col dei Rossi, un punto panoramico posto al centro delle Dolomiti.

 

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Come si è svolta la cena?

Dopo un aperitivo a terra siamo saliti in cabina e, durante la salita abbiamo gustato l’antipasto ammirando il panorama intorno e, visto che siamo stati fortunati, anche gli animali selvatici che indisturbati pascolano nei boschi. Noi abbiamo avuto la fortuna di vedere un gruppo di cervi e di camosci. 🙂

 

Chef per aria - antipasto

Arrivati in cima abbiamo trovato una splendida tavola apparecchiata con vista sulle Dolomiti. Qui abbiamo gustato il primo e, al termine, i canti corali hanno richiamato la nostra attenzione portandoci fuori dalla funivia.

E’ qui che le gambe cedono dall’emozione. I canti dal vivo di sottofondo, il calore dei braceri e le Dolomiti che si stagliano davanti ai nostri occhi.

 

Chef per Aria, canti

 

E’ un colpo al cuore. Di quelli che fanno diventare immediatamente gli occhi lucidi, battere il cuore all’impazzata e ti fanno sentire parte di qualcosa di più grande. E’ qui che ho capito cosa sono davvero le Dolomiti.  Patrimonio Unesco? Troppo riduttivo. 

 

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Per il secondo ci sediamo a tavola dentro la cabina della funivia e inizia la discesa verso la valle dove ci attende il dessert e il momento dei saluti.

 

Di già? No, lasciatemi qui. Non sono pronta per lasciare tutta questa bellezza. 

 

Perché il Trentino è così (ma anche l’Alto Adige,  lasciatemelo dire), ti prende completamente il cuore e la mente. Ti fa innamorare e ti stordisce, molto più di un calice di bollicine. 🙂

 

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PS. Se siete in Trentino dall’1 al 4 agosto i ristoranti proporranno il Trento DOC abbinato ai piatti del menù.

 

Altri spunti per Trento e dintorni

– una visita al MUSE: il Museo delle Scienze, nato nel 2008 è bellissimo e molto coinvolgente. Perfetto per essere visitato insieme ai bambini. Tra gli animali e gli esperimenti di scienza sarà un divertimento per tutta la famiglia. Qui tra le cose belle, ho scoperto che fare il fachiro non è così difficile 🙂

– una visita al Palazzo Roccabruna nel centro di Trento: un punto di riferimento per conoscere le eccellenze enogastronomiche e artigianali del territorio.

– cenare in un castello al Castello di Pergine;

– passeggiare tra i 700 km di muretti a secco della Val di Cembra, Patrimonio dell’Unesco.

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