Trofie fatte in casa ai frutti di mare

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Qualche giorno fa ho avuto un pomeriggio in cui l’unica cosa che avrei fatto era tenere le mani in pasta. 
Impastare a mano, sentire la farina sotto le unghie, giocare con la palla di acqua e farina fino a che non diventasse una palla bella liscia ed elastica. 
Così ho impastato a mano il pane, ma non era ancora sufficiente. 
Allora ho deciso di fare anche la pasta. Almeno lì oltre all’impasto c’era anche la formatura e quindi qualche ora di pace nella mia cucina, magari un film di sottofondo e la serenità che solo fare la pasta in casa può dare. 
L’idea delle trofie nasce dall’amore del mio ragazzo per questo formato… o semplicemente dalla sua capacità di vivere di pasta e pesto senza mai stancarsi! 
Così ho impastato, tirato, arrotolato l’impasto…. e soprattutto tentato disperatamente di formare trofie senza alcun risultato per circa mezz’ora! Giuro, stavo per cambiare formato, quando finalmente eccole… le prime trofie iniziano a prender forma e da lì è stato un percorso in discesa! In poco tempo avevo riempito tutti i vassoi di pasta e non avevo più imprecato dietro a pezzetti di impasto che non volevano proprio decidersi a diventare trofie!! 
Una parte di queste trofie è ovviamente finita con del pesto, mentre un’altra parte è andata ad accogliere un buon sugo di pesce con una crema di zucchine che lo rende ancora più gustoso e avvolgente. 
L’idea di questa crema di zucchine nasce da un piatto che mangiavo ogni estate da ragazzina a Santa Maria di Leuca, in Puglia, ogni volta che dalla Calabria ci dirigevamo in barca verso la Grecia. 
La sosta lì era d’obbligo, non solo perché è un punto a metà verso tra le due, ma anche perché in un hotel della zona si potevano mangiare i buonissimi “spaghetti alla Ramirez”… un piatto di spaghettoni accompagnato da un delicato, quanto saporito sugo ai frutti di mare con appunto una crema di zucchine. Se ci penso, mi viene ancora l’acquolina in bocca! 🙂

Ingredienti:

Per la pasta:
100 gr di farina integrale
400 gr di semola di grano duro
250 gr di acqua (circa)
1 pizzico di sale

Per il sugo:
Un misto di calamari, cozze, vongole e gamberetti (circa 2 pugni)
Olio evo
2 pomodorini pizzutelli
1 spicchio d’aglio
1 peperoncino
2 zucchine baby
1 bicchiere di vino bianco
1 cucchiaio di prezzemolo tritato

Procedimento: 
Per la pasta: 
Impastare tutti gli ingredienti fino ad ottenere una palla omogenea e liscia. 
Per la formatura mi è stato molto utile questo video. In pratica staccare un pezzetto di pasta, diciamo all’incirca grande quanto un’unghia. Formare un serpentello ponendo il pezzetto di pasta sotto il palmo della mano e spingendolo in avanti (lontano da voi). Da questa posizione porre un lembo della pasta sotto l’attaccatura del pollice e tirarlo verso di voi con un movimento obliquo. 
A parole è difficile, ma il video sarà sicuramente più escplicativo. Io ci ho messo mezz’ora per imparare il movimento, ma una volta appreso è semplicissimo farli! 

Per il sugo:
Soffriggere l’aglio e il peperoncino nell’olio. Tagliare a pezzetti piccoli piccoli i pomodorini e unirli all’olio. Unire i pesci e sfumare con il vino bianco. Appena il tutto è pronto spegnere.
A parte bollire le zucchine e, quando cotte, frullarle fino ad ottenere una crema. Eventualmente unire un po’ di acqua di cottura se necessario.
Unire la crema al sugo e, quando sarà il momento, unire la pasta, far saltare aggiungendo un filo di olio crudo, spolverare di prezzemolo tritato e servire.

E oggi non posso proprio non parlare della cena di ieri sera al Radisson Blu Hotel di Milano organizzata in collaborazione alla casa editrice Gribaudo – Il Gusto .
Una serata a base di pasta Gerardo Di Nola, pastificio di Gragnano, lo chef Antonio Pisaniello e lo chef di casa Dario Abbate.

Mi sono innamorata di tutti  i piatti della serata:

Terrina di reginette (o mafaldine) con verdure e coulis di pomodoro (Dario Abbate)

Linguine cacio e pepe con piselli e menta selvatica (Antonio Pisaniello)

Mezzi paccheri con patate, totani e limone di Sorrento (Antonio Pisaniello)

Foto di MariaElena Assante

Cassata siciliana su lumacone e granita al caffè (Dario Abbate)

Per quanto riguarda la pasta, io mi sono sciolta per le linguine. La pasta Gerardo di Nola è trafilata al bronzo, lavorata a basse temperature e con una lenta essiccazione. Il tutto per una pasta rustica, ruvida, che si lega con il sugo.
Io, non ho mai amato particolarmente le linguine, ma queste…. sono davvero ottime! Si legano al sugo, sono rustiche come piace a me e “spesse”, che si sentono in bocca e danno consistenza al piatto. Con il condimeno, cacio e pepe con la dolcezza dei piselli e la freschezza dei piselli hanno creato un piatto perfetto, equilibrato e che dà completa soddisfazione al palato. In più una nota croccante di piselli fritti insieme al formaggio dava una nota croccante e saporita al piatto.

Foto di MariaElena Assante 

E poi, altro piatto che ha lasciato il piatto è stato il dolce: la stucchevolezza della cassata smorzata e alleggerita dal lumacone di pasta. E chi l’avrebbe mai detto? Un dolce perfetto!

Sapete poi cosa mi ha colpito? 
Lo chef, Antonio Pisaniello. La sua passione e l’amore per la sua terra è coinvolgente. Sentirlo parlare per un paio di minuti al massimo è servito per desiderare di vedere i luoghi in cui vive, conoscere i prodotti del territorio e i piatti tipici. 
Sarà che il “patriottismo” e l’amore per la propria terra caratterizza anche il mio modo di essere, ma a me, Antonio Pisaniello è piaciuto tantissimo. 
Sentirlo anche emozionato come se parlasse di fronte ad un pubblico enorme, sentire l’amore per casa sua…come si può non sentirtsi coinvolti? 
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