Le tagliatelle al salmone norvegese con mandorle e limone sono un primo piatto semplice da preparare, ma speciale. Cremoso anche senza panna.
Le tagliatelle al salmone norvegese con mandorle e limone sono il primo perfetto per le cene con gli amici. A chi non piace la pasta con il salmone?
La risposta è praticamente nessuno e vi assicuro che con la delicatezza delle mandorle e la freschezza del limone, questo primo piacerà davvero proprio a tutti.
Con questa ricetta arrivo così al terzo appuntamento con il Pesce Norvegese per parlarvi della varietà sicuramente più conosciuta: il salmone.
Degli allevamenti di salmone norvegesi si sente parlare ovunque e ci sono così tante fake news in materia che da consumatore non posso che darvi un consiglio: andate a leggere e informarvtevi sempre da fonti ufficiali.
Ho letto in proposito vari fascicoli ed ecco alcune informazioni.
Allevamenti di salmone norvegese: come funzionano?
Innanzitutto iniziamo con il dire che gli allevamenti norvegesi rispondono a rigide norme e solo dopo un lungo processo che verifica che l’impatto sull’ambiente sia il minore possibile si può avere l’apposita licenza per l’avviamento dell’allevamento.
All’interno degli allevamenti non si guarda solo all’impatto ambientale, ma anche alla cura del benessere animale.
I salmoni adulti vengono posti in aree delimitate da reti in mare aperto. Questo garantisce un costante flusso d’acqua.
Le reti sono profonde 40-50 metri e hanno una circonferenza da 60 a 160 metri.
All’interno di queste reti le quantità di salmone consentite, stabilite dalle autorità e nel rispetto delle leggi in vigore, sono di un massimo complessivo di 25 chili di salmone per un metro cubo d’acqua.
Ciò significa che almeno il 97,5% del volume dentro la rete è composto da acqua e solo il 2,5% da pesce.
In queste vasche continuano la loro crescita per un periodo che va da 1 a 2 anni di vita e vengono raccolti al raggiungimento di un peso che va dai 3 ai 6 kg.
Durante questo periodo le vasche sono tenute sempre sotto controllo con ispezioni regolari e analisi di laboratorio per controllare la salute e la qualità dei pesci e l’assenza di organismi indesiderati.
I mangimi sono pellet realizzati da oli e proteine vegetali. Per questo motivo i salmoni norvegesi di allevamento contengono meno grassi marini e una maggiore quantità di altri tipi di grassi insaturi.
Da questo deriva un aumento degli omega-6 e un apporto ben bilanciato di omega-6 e omega-3 nella dieta fornendone ben il 20 e 30% della dose giornaliera consigliata.
Salmone norvegese: alimento sicuro
Proprio grazie a tante attenzioni e cure il salmone norvegese di allevamento è un alimento sicuro.
E sapete qual è un’altra grande garanzia di sicurezza?
Il salmone norvegese, grazie ai metodi sidi allevamento e ai mangimi, non è portatore di parassiti o nematodi come l’anisakis. Per questo motivo può essere mangiato crudo senza essere precedentemente abbattuto.
Questo fatto è stato disciplinato anche dal REGOLAMENTO (UE) N. 1276/2011 DELLA COMMISSIONE EUROPEA.
Tutte queste informazioni ci consentono di sfatare anche tante fake news:
- Antibiotici: sono usati solo se strettamente necessario e quindi l’uso è raro. Regole severe, controlli e vaccini tutelano i pesci e solo l’1% dei salmoni allevati hanno bisogno di cure tramite antibiotici.
- Maltrattamenti e limitazioni: perché un allevamento funzioni i pesci devono vivere in un ambiente sano e sereno, ecco perché è interesse degli allevatori tutelarne lo stile vita.
- Salmone selvaggio migliore di quello di allevamento: in allevamento c’è molto controllo e si riducono i rischi di contaminazioni ambientali.
- Mangimi non naturali: falso anche questo. I salmoni vengono alimentati con mangimi vegetali, senza OGM, senza farine di animali terrestri, senza antibiotici.
Post in collaborazione con Seafood from Norway




















