Finger-baccalà alla livornese

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finger baccalà
Il mese scorso sono riuscita a perdermi l’MT Challange con grande dispiacere mio e anche del consorte che si è vista sfumare l’idea del profiteroles sotto il naso….ma quando gli impegni chiamano, purtroppo a qualcosa bisogna rinunciare. Sigh, sob!
Questo mese però mi sono impegnata per riuscire a partecipare, visto anche il minor impegno in termini di tempo richiesto dalla sfida, e anche per riuscire a pubblicare prima possibile: per la serie, sia mai che rischio di perderlo ancora!

Eccomi così con la mia idea del baccalà alla livornese tema del MT Challange di questo mese, proposto praticamente identico all’originale presentato da Cristina rispetto agli ingredienti, ma cambiato semplicemente nella forma e nella presentazione.
Il baccalà è diventato un goloso finger food. Bocconcini fritti nella fecola per dare una maggiore “puffosità” (rende l’idea? Si dai, passatemi il termine! 🙂 ) rispetto alla farina.
Il condimento di pomodoro diventa una salsa in cui affondare il baccalà croccante e magari anche un po’ di pane…. non si riesce a resistere!

Ingredienti (x 2 persone):
1 filetto di baccalà
250 gr di pomodoro in pezzettoni
2 spicchi di aglio
Prezzemolo
Olio evo
Fecola di patate e semola di grano duro
Olio per friggere

Procedimento:

Dopo aver messo a bagno il baccalà per fargli perdere la salinità in eccesso, asciugate il filetto e tagliate le parti più sottili che userete per altre preparazioni (io ad esempio ho preparato questo).
Intanto a parte preparate il sugo: in una pentola fate soffriggere uno spicchio d’aglio nell’olio, dolcemente in modo che l’aglio rilasci per bene il suo sapore. Unire il pomodoro e far cuocere. Verso fine cottura unire un rametto di prezzemolo intero. Prima di salare il sugo attendete di assagiare il baccalà, se molto saporito, il sugo non salato andrà ad equilibrare il gusto.
Spegnere e tenere da parte.
Prendete la parte del filetto di baccalà più spessa e tagliatela in quadrotti di circa 2 cm per lato. A questo punto levate delicatamente la pelle, facendo attenzione a non spezzare la carne. In pezzi tanto piccoli la pelle vien via facilmente senza compromettere l’integrità del boccone.
In un piatto preparate un mix di fecola di patate e semola di grano duro e passare i pezzetti di pesce nella farina. La fecola renderà l’involucro del baccalà più gonfio e spumoso, mentre la semola favorirà la croccantezza e anche il gusto.
Scaldate abbondante olio (il boccone di pesce deve essere coperto d’olio) in un pentolino con dentro l’altro spicchio d’aglio, eliminate la farina in eccesso dai pezzi di pesce, magari aiutandovi con un setaccio e friggete prima a fuoco vivace per bloccare la farina, poi a fuoco medio fino a completa doratura.
Ponete in bicchierini monoporzione la salsa di pomodoro cotta precedentemente, spolverare la superficie con prezzemolo tritato e, quando il pesce è pronto, servire i cubotti caldi con uno stuzzicadenti o forchettina che aiuti ad affondare il pesce nel sugo.
English Version
 
Codfish finger food with tomato sauce
 
Ingredients:
1 fillet of cod
250 g of tomato chunks
2 cloves of garlic
Parsley
Olive oil 
Potato starch and wheat bran
Oil for frying
 
Direction
 

After you have soaked the cod to lose the excess salt, dried and cut the thinner parts that you will use for other recipes (for example, I have prepared this).

Meanwhile, separately prepare the sauce: in a pot, fry a clove of garlic in the oil, gently so that the garlic releases its flavor. Add the tomatoes and cook. At the end of cooking time, add a sprig of parsley. Before you add salt to sauce, wait to taste the cod, though very tasty, will not salty the sauce  to balance the taste. Turn off and set aside.
 
Take the fillet 

cod 

 


and cut into thicker squares about 2 square 


inches

 

 


. Then lift up the skin gently, being careful not to break the flesh. Into pieces so small, the skin comes off easily without compromising the integrity of the bite.

 

 

In a bowl prepare a mixture of potato starch and wheat bran and move the pieces of fish in flour. The starch will make the shell of the cod more bloated and fluffy, while the bran favours the crunchy and  taste.
Heat plenty of oil (the piece of fish should be covered with oil) and a 
clove of garlic in a saucepan, remove the excess flour from the pieces of fish,maybe help with a sieve, and first fry on high heat for block the flour, then over medium heat until golden.

Place in single-portion cups tomato sauce cooked before, sprinkle the surface with chopped parsley, and when the fish is ready, serve hot cubes with a toothpick or forkt o help to sink t
he fish into the sauce.

E ora una importantissima comunicazione di servizio.
Sapete tutti del disastro avvenuto a Genova nei giorni scorsi, ma forse non tutti sanno che anche una di noi ha subito gravi danni a causa delle inondazioni.
Danni non solo fisici, ma anche emotivi, soprattutto emotivi, e non da meno, economici.
Chiara di Tocco&Tacchi ha aperto un ristorantino, Officina di Cucina delizioso 3 mesi fa. E ora guardate  qui cosa rimane del ristorante.
E’ capitato a lei, ma poteva capitare a chiunque. Esattamente 14 anni e un mese fa, il 14 ottobre 1996 questo è capitato alla mia città, alla falegnameria di mio padre.
Non dimenticherò mai quelle giornate, i segni del fango, la notte in cui non riuscivo a prender sonno pensando ai morti di quei giorni.
Facevo la seconda media e, mio padre che aveva capito il pericolo, era corso a prendere mio fratello, già al liceo, la cui scuola era vicino al fiume,  dicendogli “Portea con te più compagni che puoi. Fregatene dei professori”. Poi è arrivato a prender me, che ero in una zona più sicura. Da lì a mezz’ora la città avrebbe cambiato volto, il liceo di mio fratello sarebbe stata una piscina di mobili e fango, il capannone di mio padre un cumulo di legna fradicia e macchinari da buttare. Sono passati tanti anni, ma non dimenticherò mai il terrore di quel 14 ottobre.
Sapete cosa, sono solo oggetti, si aggiustano, il dolore più grande è per chi ha perso i cari e per questo già ringrazio tantissimo. La mia famiglia era salva, ma comunque vedere le cose per cui si ha lottato tanto distrutte in un battito di ciglia lascia un segno.
Ora penso a Officina di Cucina e a quel delizioso angolo diventato un cumulo di fango e roba da buttare.Per questo il mondo dei foodblogger si sta mobilitando per andare incontro alle necessità che l’alluvione ha creato. Se volete contribuire e siete foodblogger potete registrarvi al gruppo “Officina di Cucina” su Facebook, mentre nel caso vogliate contribuire economicamente ecco i dettagli per effettuare un bonifico bancario:

IBAN: IT86T0617501410000001648580
Intestato a: OFFICINA DI CUCINA S.N.C. FONDI ALLUVIONE 2011 NEGOZIO
Magari poi, quando tutto tornerà apposto, andremo tutti a mangiare insieme nella Officina di Cucina a  brindare insieme!

 

 

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