Memorie di una vita

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Io vengo da una famiglia di mare. Da quando sono nata sono in grado di nuotare, dopo pochissimo ho messo piede in barca, e da sempre sono cresciuta in sintonia con il mare. 
Per rendervi l’idea di quello che intendo… Sapete cosa ho fatto ogni mattina, appena alzata dal letto per 18 anni della mia vita? Con gli occhi ancora assonnati, pigiama e pantofole, mi trascinavo alla finestra della cucina, sorvolando sul latte caldo già nella tazza, e guardavo il mare. Dopo averlo salutato, aver capito il suo umore, calmo, arrabbiato per il maestrale, cullato da un vento di terra o solo un po’ nervosetto per qualche brezza greca, poteva iniziare la giornata. Questo è quello che ho fatto praticamente per tutta la vita, prima che arrivassi a Milano.
In questi 18 anni, ho potuto godere di tutto quello che il mare era in grado di offrire. 
Mio padre era un pescatore, praticamente per tutta la sua vita non passava estate che non mettesse le bombole sulle spalle e non scendesse sott’acqua a pescare. Spesso, il pesce passava dall’acqua alla tavola nelle tante domeniche trascorse in barca. 
Sulle sue orme, ad un certo punto, anche io ho imbracciato il fucile subacqueo (con tutte le precauzioni del caso) e ho iniziato ad andare a caccia! Vi immaginate una piccola Tery cacciatrice? 
Dopo ore e ore di pesca, tornavo in barca con il mio retino pieno di pesciolini, per lo più triglie, mio padre mi aspettava sulla plancetta pronto a pulire il pescato e nel frattempo mia madre metteva le pentole sul fuoco. 
Mentre io mi davo ai pesci piccoli, mio padre spesso tornava con enormi cernie, uno dei pesci più simpatici da incontrare, ma ahimè, anche tra i più buoni e desiderati dai pescatori. 
Quando la cernia arrivava a casa, non poteva che tramuntarsi in una portata: la pasta con la cernia. 
Il resto finiva al sugo, fritta o in chissà che modi, ma la prima, fondamentale e unica ricetta che non poteva mancare era la pasta. 
La pasta fatta dalla mamma con i ditali (il formato di pasta piccolino a tubicino) e un sugo un po’ brodoso. Semplice, con un po’ di pomodoro e un po’ di prezzemolo, ma che richiede un lavoro enorme per spinare bene la polpa del pesce.
Sicuramente, la “pasta e cernia” è una delle ricette kult di casa mia! 
Questa di seguito non è la stessa versione di casa…. quella la lascio a mia madre, nel timore referenziale di tirar fuori una schifezza invece che la solita prelibatezza! 
Nonostante ciò, è un primo degno di nota, anche se, da brava personcina rispettosa della natura vi ricordo di non esagerate! La cernia, come il tonno, è uno dei pesci che dobbiamo preservare. L’enorme richiesta del mercato sta portando ad un vero genocidio. 
Impariamo a mangiare con intelligenza! 

Ingredienti (x 2 persone):

1 filetto di cernia
4-5 cucchiai di polpa di pomodoro
Olio evo
Mezza cipolla
Brodo vegetale o ancora meglio brodetto di pesce
100gr di mezze penne o ditali
Prezzemolo tritato per completare

Procedimento:
Tritare la cipolla e farla rosolare delicatamente in olio evo. Quando sarà diventata trasparente aggiungere la salsa di pomodoro e farla cuocere per qualche minuto. Aggiungere un mestolo di brodo per allungare e unire il filetto di cernia precedentemente pulito da tutte le lische. Lasciar cuocere e spezzettarlo con grossolanamente con il mestolo. Aggiungere ancora 1-2 mestoli di brodo per portare ad una consistenza densa, ma liquida.
Cuocere la pasta e, quando pronta unire al sugo. Aggiungere il prezzemolo tritato e servire.

– Se avete una cernia intera, potete servirvi della testa e della coda per fare questo sugo, facendo attenzione a deliscare bene il tutto.

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