Pane di grano duro e piccole vittorie

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pane grano duro

Ieri è stata una giornata di eventi.
1. E’ stato il World Bread Day, evento dedicato ad uno degli alimenti più importanti e, a mio avviso, più buoni al mondo!
2. C’è stata una sfida a Casa Barilla….in cui ho addirittura vinto! Io ancora non ci credo!


Ma partiamo con il primo punto?
Io amo il pane, per me è un alimento fondamentale e con una carica altamente emotiva. Il pane è vita, è casa, è amore. Per me è tantissimo.
Per questo, anche se quest’anno in ritardo, non posso mancare all’appuntamento con il world bread day, una giornata ricca di significato a mio avviso.
Lo scorso hanno ho partecipato con i miei panini alla ‘nduja che sono addirittura entrati in un numero dell’Arte Bianca di panificazione, quest’anno invece arrivo con una ricetta di base: una pagnotta realizzata con semola di grano duro, una delle farine a cui sono più legata e che credo debbe essere riscoperta….non solo per questione gustative!!
A causa tempo del tempo a disposizione purtroppo mi ritrovo a tagliar conto su questo evento, ma mi piacerebbe che solo questo piccolo accenno possa essere uno spunto di riflessione…

Passiamo al secondo punto? Sono ancora emozionata se ci penso!
Ieri ho avuto l’occasione di  partecipare ad un evento itinerante di Casa Barilla, insieme ad altri foodblogger: Cey, Camilla Andrea ed io ci siamo sfidati all’ultimo spaghetto in una gara di 30 minuti in cui avremmo dovuto preparare un primo piatto con ingredienti prestabiliti. Quello che ci siamo trovati davanti sono stati: spinaci, porro e pancetta.
Ammetto che in un primo momento sono stata alquanto terrorizzata: il porro fa pensare ad una crema….però non si vedevano frullatori a portata di mano! Porro e pancetta, facili da abbinare….e con gli spinaci???
Buio completo finché nel giro di un nano-secondo non ho avuto l’illuminazione: avrei fatto una rivisitazione dei pizzoccheri valtellinesi.
Trattandosi di temi legati al territorio mi piaceva l’idea di creare un legame tra ingredienti e territorio. Così, le coste o verze, sono diventate spinaci…. il burro e l’aglio si è tramutato in porro e olio d’oliva….il formaggio bitto o casera in parmigiano e la pasta di grano saraceno è stata sostituita da un grano integrale.
Il bello è stato quando volevo rendere croccanti le striscioline di pancetta e nella padella c’era già il porro a stufare….. ma chi si perde d’animo?? Ho praticamente diviso la padella in 2! :PPPP
La mezz’ora è passata in un lampo, soprattutto che tra i fornelli per me il tempo è davvero troppo rapido… e così è arrivato il momento della votazione.
Io, che a queste cose non sono proprio abituata, mi ritrovata piuttosto emozionata e, quando ho visto i cartelli dei giudici levarsi è stata una bellissima sorpresa!
La gara si è conclusa con un parimerito tra me e Andrea…. insomma, io ho vinto ufficialmente solo per questione di tempismo nella consegna del piatto! Questo a confermare che ci siamo impegnati tutti tantissimo e siamo stati degli sfidanti provetti!
Sfida a parte, la casa ospita punti di assaggio, ma non solo: un’area dedicata ai più piccoli, seminari e corsi di cucina, una sezione dedicata alla storia della Barilla, società leader per la pasta in Italia e non solo, un punto per lo shopping e ancora una zona dedicata alle gare di cucina.
La Casa è organizzata al meglio, studiata per occupare tutta la famiglia e consentire la massima interazione, tutto a conferma che la Barilla ha sempre questo approccio relazionale che l’ha resa grande in Italia.
Per scoprire le prossime date, le città che ospiteranno Casa Barilla e tutte le attività, guardate qui, alla pagina dedicata all’evento.
Quasi dimenticavo di dirvi una cosa importantissima….. il costo del biglietto di ingresso è devoluto interamente alla Fondazione Abio che si prende cura dei bambini negli ospedali in Italia, motivo in più per andare a scoprire Casa Barilla.
Per questa bellissima giornata, per questa sfida che non avrei mai pensato di vincere, per esser stata parte di una casa così bella….ringrazio tanto Barilla e tutto il suo staff!
E grazie anche a Chiara e Paola che ci hanno coordinato alla grande!

 

Ora finalmente, dopo tante chiacchiere, vi lascio a questo pane. Interamente fatto di semola di grano duro. Il sapore rispetto alla farina più raffinata rimane più corposo, profumato… per me niente di meglio! 🙂

 

Ingredienti:
500 gr di semola rimacinata
50 gr di pasta madre
250-300 gr di acqua (in base ad assorbimento della farina)
1 cucchiaino di malto d’orzo
2 cucchiaini di sale

Procedimento:

Sciogliete il lievito madre nell’acqua insieme al malto. Iniziate ad impastare aggiungendo la farina un po’ per volta. Quando avrete finito con la farina, unite il sale. Continuate ad impastare fino ad ottenere un impasto ben elastico e lasciate lievitare fino al raddoppio. Se la vostra pasta madre è in forza basteranno 6-7 ore.
A questo punto date un giro di pieghe e formate il pane, pagnotta o filone e lasciate lievitare finché, premendo leggermente con un dito, la massa tornerà lentamente verso l’alto (circa un’ora).
Fate cuocere in forno caldo al massimo della temperatura (il mio 250°C) su pietra refrattaria per 10 minuti, poi abbassate a 200°C e continuate la cottura per circa 30-35 minuti, praticando dei tagli sulla superficie del pane (obliqui per il filone e nel mio caso a “quadrato” sulla pagnotta) appena prima di infornare.
Il pane è cotto quando, bussando sulla superficie, sentirete un suono cupo.
Posizionate il pane in verticale, dentro al forno e lasciate in fessura per 10 minuti. Poi spostate su una gratella e lasciate raffreddare completamente.English Version- Durum soursough bread

Ingredients:
500 g of durum
50 g of sourdough
250-300 g of water (based on absorption of flour)
1 teaspoon of barley malt
2 teaspoons of salt

Directions:
Dissolve the sourdough and malt in the water. Start to knead adding flour in 3-4 steps. When you finish the flour, add the salt. Continue to knead until the dough is very elastic and let rise untile doubled. It will take about 6-7 hours.
At this point, given a tour of folds and formed the bread, loaf of bread or loaf and let rise until doubled (about 2 hours).
Bake in hot oven at maximum temperature on firebrick stone for about 10 minutes, doing the cuts on the surface of the bread (oblique to the vein and, in my case, to “square” on the loaf) just before baking. Then, reduce the temperature at 200°C and continue to cook for another 30-35 minutes. 

The bread is cooked when, knocking on the surface, you will listen a hollow sound. 
Place the bread vertically inside the oven and left in the slot for 10 minutes. Then move to a wire rack and let cool completely.

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